Deepfake e contenuti realistici: quando e come etichettarli
Un deepfake è un’immagine o un contenuto audio o video generato o manipolato dall’IA che assomiglia a persone, oggetti, luoghi, entità o eventi esistenti e che apparirebbe falsamente autentico a una persona (AI Act, art. 3, n. 60).
L’obbligo
Dal 2 agosto 2026 chi usa un sistema di IA per generare o manipolare deepfake deve rendere noto che il contenuto è stato generato o manipolato artificialmente (art. 50, par. 4). L’informazione va data in modo chiaro e distinguibile al più tardi alla prima esposizione (par. 5).
- Opere manifestamente artistiche, creative, satiriche o di finzione: basta rivelare l’uso dell’IA in modo adeguato, senza ostacolare la fruizione dell’opera (titoli di coda, descrizione).
- Uso personale non professionale: l’obbligo non si applica (art. 2, par. 10). Diventa professionale se ne ricavi regolarmente un guadagno.
Il rischio penale in Italia
Dal 10 ottobre 2025 diffondere senza consenso immagini, video o voci falsificati o alterati con l’IA, idonei a ingannare sulla loro autenticità, è reato se causa un danno ingiusto: reclusione da 1 a 5 anni (art. 612-quater c.p.). Il reato richiede tutte queste condizioni, da valutare caso per caso. Il modo più semplice per evitare il rischio è un consenso scritto raccolto prima: c’è il modulo pronto. Nei casi dubbi fai valutare il contenuto da un legale prima di diffonderlo.
L’etichetta resta obbligatoria anche per i contenuti con persone che non hanno dato il consenso, ma da sola non rende lecita la diffusione.
Dal 2 dicembre 2026 l’AI Act vieta anche di usare sistemi di IA per generare immagini sessualmente esplicite di persone riconoscibili senza consenso e materiale pedopornografico (art. 5, par. 1, lett. b-bis e b-ter).
Domande frequenti
Un'illustrazione fatta con l'IA va etichettata?
No, se è chiaramente non realistica. L'obbligo riguarda i deepfake: contenuti che somigliano a persone, oggetti, luoghi, entità o eventi esistenti e che potrebbero sembrare autentici.
Basta l'etichetta automatica del social network?
Attivala sempre, ma l'informazione deve essere chiara e percepibile da chi guarda al più tardi alla prima esposizione: una didascalia o una sovrimpressione sul contenuto stesso è più sicura.
Se ho il consenso della persona ritratta devo comunque etichettare?
Sì. Il consenso serve per la legge italiana e per la privacy; l'etichetta serve per l'AI Act. Sono due obblighi distinti.