IA e AI Act per social media manager e agenzie
Etichette sui contenuti realistici, consensi di chi compare, accordi con i clienti su chi dichiara cosa, rischio penale dei deepfake.
Inizia il controllo per social media manager e agenzie
Chi crea contenuti con l’IA per sé o per i clienti deve fare attenzione a tre cose.
- Etichettare i deepfake: immagini, video e audio realistici generati o modificati con l’IA vanno dichiarati al più tardi alla prima esposizione (art. 50, par. 4 AI Act), in forma attenuata per le opere chiaramente creative o satiriche.
- Consenso delle persone ritratte: diffondere senza consenso contenuti falsificati con l’IA che causano un danno è reato (art. 612-quater c.p.).
- Accordi chiari con i clienti: chi applica le etichette, chi raccoglie i consensi, quali strumenti usi (informativa ai sensi dell’art. 13 L. 132/2025 se sei un professionista).
I testi promozionali scritti con l’IA non vanno etichettati secondo l’AI Act.
Le domande in più di questo percorso
- Crei o pubblichi contenuti per conto di clienti?