Sanzioni AI Act: quanto si rischia davvero
L’art. 99 dell’AI Act prevede tre livelli di sanzioni amministrative massime, calcolate sul fatturato mondiale totale annuo dell’esercizio precedente.
| Violazione | Massimo |
|---|---|
| Pratiche vietate (art. 5) | 35 mln € o 7% |
| Altri obblighi: fornitori, deployer, trasparenza (artt. 16, 22–26, 50) | 15 mln € o 3% |
| Informazioni inesatte, incomplete o fuorvianti alle autorità | 7,5 mln € o 1% |
Più alto o più basso?
- Grandi imprese: il più alto tra cifra fissa e percentuale.
- PMI e start-up: il più basso, per tutti i livelli (par. 6).
- Piccole imprese a media capitalizzazione: il più basso per il secondo e il terzo livello, ma non per le pratiche vietate (par. 6-bis, dal 27 luglio 2026).
- Pubbliche amministrazioni: decide ogni Stato membro (par. 8).
Sono massimi: l’autorità tiene conto di natura, gravità e durata della violazione, persone coinvolte, cooperazione, dimensione dell’operatore e misure tecniche e organizzative adottate (par. 7). Calcola il tuo caso con il calcolatore.
In Italia
La Legge 132/2025 designa AgID e ACN come autorità nazionali per l’IA e delega il Governo ad attribuire loro i poteri sanzionatori dell’art. 99 (art. 24). Il decreto legislativo su questi poteri è stato approvato in esame preliminare il 10 giugno 2026 ma, al 2 ottobre 2026, non è ancora pubblicato: l’Osservatorio lo segnalerà.
Domande frequenti
Con 2 milioni di fatturato quanto rischia una PMI?
Al massimo 140.000 € per una pratica vietata, 60.000 € per la violazione di altri obblighi come la trasparenza, 20.000 € per informazioni inesatte alle autorità: per le PMI vale sempre l'importo più basso.
Chi applica le sanzioni in Italia?
La Legge 132/2025 designa ACN come autorità di vigilanza del mercato e delega il Governo ad attribuirle i poteri sanzionatori: il decreto relativo è atteso.