Quanto rischia davvero un'impresa con l'AI Act: tre esempi di calcolo
Le cifre che si leggono di solito, 35 milioni o il 7% del fatturato, sono i massimi per le grandi imprese. Per le imprese più piccole il conto cambia molto. L’AI Act prevede tre livelli (art. 99):
| Violazione | Cifra fissa | Percentuale del fatturato mondiale |
|---|---|---|
| Pratiche vietate | 35 mln € | 7% |
| Altri obblighi, inclusa la trasparenza | 15 mln € | 3% |
| Informazioni inesatte alle autorità | 7,5 mln € | 1% |
La regola decisiva è se si prende il più alto o il più basso tra cifra fissa e percentuale.
Esempio 1: PMI con 2 milioni di fatturato
Per PMI e start-up vale sempre il più basso (par. 6):
- pratiche vietate: 7% di 2 milioni = 140.000 €;
- trasparenza, ad esempio un chatbot senza avviso: 3% = 60.000 €;
- informazioni inesatte: 1% = 20.000 €.
Esempio 2: piccola impresa a media capitalizzazione con 100 milioni
Dal 27 luglio 2026 le piccole imprese a media capitalizzazione (meno di 750 occupati, fatturato fino a 150 milioni o bilancio fino a 129 milioni) hanno l’importo più basso, ma solo per il secondo e il terzo livello (par. 6-bis):
- pratiche vietate: vale il più alto, 35 milioni €;
- trasparenza: 3% di 100 milioni = 3 milioni €;
- informazioni inesatte: 1% = 1 milione €.
Esempio 3: grande impresa con 2 miliardi
Vale il più alto: 140 milioni €, 60 milioni € e 20 milioni €.
Sono massimi, non tariffe
L’autorità decide caso per caso, tenendo conto di gravità, durata, numero di persone coinvolte, collaborazione, dimensione dell’impresa e misure tecniche e organizzative adottate (par. 7). Prevenire costa molto meno: fai il controllo e prova il calcolatore con il tuo fatturato.